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Gio04172014

Ultimo aggiornamentoGio, 17 Apr 2014 7pm

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Tendini e legamenti, punti deboli del cavallo

tendinite

I cavalli sono tra gli animali più affascinanti esistenti al mondo. Anche loro, come gli esseri umani, hanno punti di forza e punti di debolezza. Sta all'uomo prendersene cura ed assicurarsi sempre che conducano una vita tranquilla, senza sfruttamenti o maltrattamenti.

Tra i punti di debolezza del cavallo annoveriamo, senza dubbio i tendini ed i legamenti che possono essere spesso soggetti ad infiammazioni soprattutto se all'animale viene somministrato un carico di lavoro eccessivo. Le infiammazioni possono causare gravi problemi in grado di perdurare nel tempo ma grazie a tecnologia e medicina possono essere curate con svariate procedure che possono risolvere il problema senza aggravarlo.

L'appassionato di cavalli così come il proprietario di un esemplare deve conoscere a grandi linee l'anatomia del suo esemplare. Sapere cosa sono i tendini gli consente di rendersi conto con cosa si ha a che fare, prima di, eventualmente, intervenire in modi scorretti. I tendini sono robuste strutture fibrose dal colorito madreperlaceo che legano i muscoli alle ossa o ad altre strutture di inserzione. Non tutti i muscoli si inseriscono sulle ossa come, ad esempio, i muscoli mimici che, essendo inseriti sulla pelle del volto, la spostano determinando le espressioni facciali. Allo stesso tempo, più fasci muscolari possono terminare in un unico tendine, così come un unico ventre muscolare può inserirsi con più tendini su un osso. Tra i vari tendini esistono molte differenze anatomiche che possono coinvolgere forma, vascolarizzazione, lunghezza e rivestimento. Inoltre, ogni tendine è formato da una sostanza resistente chiamata collagene e da una più elastica detta elastina. La funzione più importante che svolgono i tendini è quella di trasmettere la forza esercitata dai muscoli alle strutture alle quali sono connessi. Il tendine, così come il muscolo, si adatta e modifica le sue caratteristiche a seconda degli stimoli esterni. Questo permette al tendine di adattarsi gradualmente ai carichi di lavoro. I tendini sono scarsamente vascolarizzati e, per questo, a differenza dei muscoli, hanno bisogno di più tempo per compiere questo processo. La loro rigenerazione e riparazione, in caso di danni molto gravi, è lenta.

LEGAMENTI

Passiamo ora a i legamenti che, invece, svolgono un ruolo di connessione tra strutture diverse dai muscoli dando anche stabilità alle articolazioni. In particolare nel cavallo, la funzione dei tendini flessori delle falangi e del legamento sospensore del nodello è di ammortizzare l'impatto della massa stessa del cavallo durante il movimento e, lavorando insieme con i muscoli flessori delle falangi, di permettere di spostare la massa del cavallo in una sorta di rimbalzo lungo la direzione del movimento.

Dopo aver appreso queste informazioni, di fondamentale importanza, possiamo passare a capire cosa succede e come si può rimediare ad una eventuale infiammazione del tendine. Un tendine può infiammarsi quando è stato troppo sollecitato. Nei cavalli i tendini più soggetti ad infiammazioni sono quelli della faccia posteriore dell'arto anteriore, cioè quelli flessori posizionati a livello dello stinco. In questi casi di infiammazione viene coinvolto anche il legamento sospensore del nodello. Quando lo sforzo che i tendini devono sopportare è eccessivo il tendine subisce un danno, sotto forma di stiramento o rottura di una parte più o meno grande delle fibre di cui è composto. I sintomi di un tendine infiammato sono: calore, gonfiore e forte dolore. L'infiammazione è proprio il primo sintomo che consente di capire se il tendine è stato troppo sovraccaricato. I sintomi si possono manifestare in modo diverso a seconda del tipo di infiammazione che può essere più o meno grave. Anche le evoluzioni delle infiammazioni e la guarigione possono essere differenti. Nessuna infiammazione è uguale ad un'altra. Le infiammazioni dei tendini vengono chiamate tendiniti e quelle dei tendini e dei legamenti insieme sono dette tenodesmiti. Queste infiammazioni sono comuni ai cavalli ed anche molto temute. Bisogna individuarle il prima possibile e soprattutto far stare il cavallo a riposo prima che la situazione possa peggiorare. Se il lavoro persiste, senza che il problema sia curato, il cavallo potrà incorrere in fastidiosi e pericolosi peggioramenti.

Esistono tendiniti acute e tendiniti croniche. Le prime si manifestano in cavalli che precedentemente non avevano mai avuto problemi del genere: improvvisamente ci si accorge che il cavallo presenta un rigonfiamento caldo e piuttosto dolente al tatto nella zona dei tendini. Le tendiniti croniche, invece, sono presenti solitamente dalla nascita e si verificano con zoppia che possono essere presenti in varie gradazioni.

Il trauma può essere diretto se il rigonfiamento è localizzato. Il trauma è simmetrico, invece, se l'infiammazione dipende dal cedimento della struttura del tendine. Si verifica, in questo caso, un rigonfiamento sui due lati, che in gergo prende il nome di ventre di trota. I danni saranno più gravi tanto più importante sarà l'infiammazione. Sicuramente, ci saranno rigonfiamenti, dolore e problemi di zoppia.

L'ecografia può essere utile per mettere in evidenza eventuali danni che sono stati procurati proprio all'interno del tendine e possono essere eventualmente riparati. Le ecografie possono evidenziare l'eventuale presenza di cisti all'interno di un tendine infiammato oppure di calcificazioni che sono lo sgradito ricordo di infiammazioni meno recenti e mai ben riparate.

Le infiammazioni meno gravi prevedono un periodo di riposo che va dai due ai tre mesi, quelle più acute, invece, prevedono sei mesi o addirittura un anno, tutto dipende da come il cavallo reagisce alla fase di recupero. Proprio perché i tendini sono privi di vasi sanguigni, il recupero completo del loro utilizzo è più lungo rispetto ad altre parti del corpo infiammate. Questo tipo di infiammazioni procurano cicatrici. Anche se il tessuto della cicatrice è molto robusto, sarà difficile ottenere dal tendine riparato la stessa struttura stabile e sana del tendine originario, per questo è sempre meglio prevenire una tendinite.