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Sab09232017

Last updateSab, 31 Ott 2015 6pm

Etologia del cane: la discendenza dal lupo

lupo

Il modo migliore per iniziare a comprendere il linguaggio del cane è quello di essere animati da un grande affetto e da una forte curiosità.

Sono questi i presupposti alla base dell’instaurarsi di un primo dialogo tra l’animale e l’uomo. Il comportamento dei cani può essere differente da razza a razza, ma ciò che lo contraddistingue è la sua discendenza: tutti i cani hanno come progenitori i lupi grigi, dalle razze più “primitive” o “Spitz” alle razze di cani domestici più impensabili, come il barboncino. È giusto tenerlo sempre presente quando si ha a che fare con gli animali.

 Di questa origine “selvatica” alcune razze nordiche, come i Siberian Husky, mantengono molte caratteristiche essendo state meno manipolate dall’uomo nel corso del tempo.

 A titolo esplicativo, si può parlare ad esempio della cosiddetta “cerimonia del saluto”: questa strana abitudine comporta un atteggiamento particolare al momento in cui qualcuno di conosciuto entra nel territorio di un Husky. Il cane tende a emettere un ululato gutturale correndo incontro all’uomo. Non si tratta di aggressività espressa nel tentativo di difendere il proprio territorio, ma di un comportamento mutuato direttamente dai lupi. Questi, quando sono in branco e si incontrano tra di loro, sono soliti dimostrare pacifici atteggiamenti di sudditanza e sottomissione, al termine dei quali emettono ululati. Al capobranco viene riconosciuta l’autorità proprio con una cerimonia di ululati di benvenuto.

L’ “abbaiare”, invece, uno dei più evidenti aspetti comportamentali del cane, non deriva dal lupo. Gli etologi hanno dimostrato che questa forma di comunicazione si è sviluppata grazie a secoli di addomesticamento e all’influenza che l’uomo ha da sempre esercitato sulla razza canina. I lupi non abbaiano e, difatti, le razze nordiche raramente abbaiano, preferendo piuttosto ululare.

 Per capire il cane, è necessario che il padrone capisca che il suo linguaggio non è basato sulla parola, bensì sull’interpretazione dei gesti e delle posture corporei. È quindi un linguaggio corporale. Capirlo, significa evitare di punirlo ingiustamente – soprattutto quando è adulto –

perché ci sono azioni che per lui sono istintuali e naturali. La capacità di comprendere che non tutti i comportamenti anomali sono degni di essere puniti, ma ce ne sono alcuni su cui, essendo naturali, si può lasciar correre, è fondamentale. Un cane sgridato per un comportamento naturale non può che esserne frustrato, a tal punto da incorrere in altri comportamenti anomali.

Per questo, capire come “ragiona” un cane non è solo una sfida per il padrone, ma è utile anche per il benessere del suo cane.