Quando parliamo dello Shire, ci riferiamo ad un esemplare dalle possenti dimensioni, e dal carattere estremamente buono e gentile.
La sua storia ha origine in tempi antichi, a partire dall’Old Black Horse, il suo antenato che riuscì a colpire per la sua impotenza perfino Cesare. Fu usato prima nei campi come importante aiuto per gli agricoltori, e poi con l’arrivo della rivoluzione industriale, nelle città per il trasporto di materiali pesanti e non. Gli anni della rivoluzione industriale furono cruciali, in quanto fu solo grazie all’agronomo Backewell, che nacque la razza che conosciamo oggi sotto il nome di Shire, frutto dell’incrocio dei possenti cavalli neri da guerra con più armoniosi riproduttori. Questo nome deriva dall’inglese “Shires”, corrispondente alle contee.
La sua epoca d’oro arrivò con l’era vittoriana, quando, nel 1878, fu fondata la Shire Horse Society.
Tempi peggiori furono invece quelli che seguirono la Prima Guerra mondiale: l’avvento dei trasporti a motore, cominciò a far mettere alla società da parte questi animali, che non risultavano più utili, ma anzi fonte di un dispendio inutile di energie per la loro cura.
Non meglio furono gli anni della Seconda Guerra Mondiale, quando il popolo attraversava un periodo di profonda crisi economica che non permetteva in alcun modo di badare a tenere alto il nome della razza.
Nel 1950 la Shire Horse Society riprese a curare la razza, aggiungendo tratti più armoniosi e più adeguati ai tempi moderni ( lo Shirley non era più utile né come cavallo da guerra, né per il trasporto pesante) caratteristici del Clydesdale. Oggi lo Shirley è utilizzato principalmente nei Royal Parks , per il trasporto di persone o altri mezzi utili per la cura dei suddetti parchi. Le fabbriche di birra lo utilizzano incece per il traino dei loro carri, in quanto dotati di forte presenza scenica.
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