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Last updateSab, 31 Ott 2015 6pm

I mangimi nell’alimentazione del cavallo

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Ciascun cavallo ha bisogno di essere nutrito in base alle attività che svolge: dal puledro alla fattrice, dal cavallo atleta a quello da passeggio.

L’alimentazione del cavallo è diventata argomento di dibattito in Italia soltanto a partire dagli anni Novanta. In altri paesi, più avanzati sul tema, quali Francia, Stati Uniti ed Inghilterra hanno affrontato la questione dal punto di vista industriale molti anni prima.

In tempi moderni, quasi ovunque, il reperimento delle materie prime è difficile ed i costi sono spesso elevati. Eppure, proprio queste materie prime sono state utili alla nutrizione di numerose generazioni di equini. Il cambiamento è dovuto, soprattutto, alle profonde trasformazioni avvenute in agricoltura. Il risultato è che alimenti come l’avena maremmana nelle zone più densamente popolate da cavalli sportivi, può essere reperita soltanto in farmacia. Inutilizzabile risulta, invece, il fieno selezionato in balle giganti. Tali problemi potrebbero ostacolare lo sviluppo dell’equitazione.

I mangimi riescono, in parte, a risolvere il problema del reperimento delle materie prime che compongono l’alimentazione primaria di un cavallo. L’industria dei mangimi affonda le sue radici più di cinquant’anni fa e si basa su tecnologie acquisite nella fabbricazione e progettazione di mangime composto integrato. Alcuni mangimi hanno la peculiarità e la garanzia di essere composti esclusivamente da elementi naturali e di qualità.

Proveremo ad affrontare l’argomento servendoci di alcune dichiarazioni rilasciate dal dott. Alessandro Muratori, proprietario del mangimificio Muratori che si occupa da anni dell’alimentazione dei cavalli. Il tutto in un contesto in cui i cavalli appartengono alla tradizione e sono amati da tutti. Stiamo parlando della città di Siena, dove la cultura equestre è particolarmente radicata. Muratori ha affermato che la sua azienda ha iniziato a produrre mangime per cavalli già negli anni ‘50 grazie al lavoro di suo padre. La produzione non era industriale ed i prodotti erano riservati ad una ristretta cerchia di conoscenti. Nonostante le ridotte quantità, la produzione si avvaleva della collaborazione di specialisti americani ed inglesi. Attualmente, l’azienda produce mangime ispirato proprio alle ricette pioneristiche sperimentate da suo padre sui propri cavalli servendosi di strutture più ampie. La zona in cui l’azienda opera è quella dell’Italia centrale, in particolare, nelle regioni della Toscana e dell’alto Lazio. E’ stato difficile crearsi i clienti, in una società, spesso, troppo legata alle tradizioni. Le parole mangime composto integrato avvicinate insieme creano nella mente degli allevatori e dei proprietari di cavalli un connubio non proprio piacevole. Rimandano, infatti, a qualcosa di oscuro e chimico. Cosa che, invece, non è proprio così.

I mangimi, infatti, sono composti dalla giusta dose, calcolata scientificamente, di cereali, farine proteiche che sono poi integrati da complessi vitaminici, sali minerali utili allo sviluppo e alla crescita oltre che al mantenimento del cavallo. I mangimi risultano più pratici da somministrare perché sono confezionati in sacchi personalizzati generalmente da 25 chilogrammi ognuno. Un altro vantaggio dei mangimi è la standardizzazione dei valori nutritivi ottimali in termini di proteine, di grassi e di fibre. Un’altra componente essenziale, che nei mangimi risulta bilanciata, è l’energia metabolizzabile utile, soprattutto, ai puledri in crescita. Standardizzazione del prodotto significa che i mangimi, proprio come gli omogeneizzati dei bambini, sono bilanciati e scientificamente studiati. Con la loro ideazione, a partire dal dopo guerra, si è fatto un grande passo avanti nell’alimentazione che favorisce il rendimento dell’animale. Gli esperti ritengono che i cavalli atleti possono raggiungere livelli di rendimento elevati soltanto grazie ad un tale tipo di alimentazione. Soltanto con l’assunzione di mangimi i cavalli potrebbero tornare ai fasti di un tempo. L’alimentazione composta integrata è il recupero energetico e proteico a livello dell’attività cellulare che si manifesta nelle varie fasi o momenti del ciclo vitale di un soggetto. Ecco perché ciascun mangime deve essere pensato sulla base del specifico utilizzo e dei singoli livelli d’età del cavallo. La vita del cavallo potrebbe essere suddivisa in sette fasi:

-         Fase di accrescimento: i puledrini, una volta svezzati, devono assolutamente essere alimentati con un mangime specifico che sia particolarmente ricco di proteine. Queste ultime sono contenute per il 44% circa nella soia. Le proteine sono sostanze organiche di primaria importanza biologica. Esse rappresentano la struttura fondamentale del protoplasma cellulare che è la sede di tutte le funzioni vitali. L’elevata specificità caratterizza le proteine. Ciò significa che la loro composizione muta in relazione allo stato in cui verte la cellula e alla funzione che esse sono chiamate a svolgere. Nel caso del puledrino, le proteine servono al suo sviluppo muscolare e sono facilmente assimilabili dal suo organismo.  Oltre alle proteine sono essenziali i macroelementi come calcio, fosforo, magnesio, sodio, potassio e cloro che vanno a bilanciare.  I macroelementi, infatti, dovrebbero essere presenti nella razione alimentare in quantità più o meno rilevante perché essi esercitano importanti funzioni biologiche. Tra queste, ad esempio, i macroelementi regolano lo stato della pressione osmotico del plasma cellulare, oltre che dei liquidi organici circolari. Non solo, essi agiscono sull’equilibrio acido basico sempre del sangue entrando, inoltre, nella sintesi di numerosi composti di elevato significato metabolico. I macroelementi intervengono anche nella formazione dei tessuti. La loro carenza o il loro eccesso può provocare danni anche gravi sul cavallo. Tra i danni possibili rientra il rachitismo dovuto ad una carenza di calcio o ad un eccesso di fosforo. Il rachitismo è, infatti, causato dalla calcificazione mancata del tessuto osseo. Oltre al fosforo e al calcio un altro elemento importante contribuisce alla formazione delle ossa e alla fissazione del calcio ovvero la vitamina D.

1)     Fase di sviluppo: in questa fase le proteine devono essere ridotte perché le necessità dell’animale devono essere equilibrate. Il rapporto proteine/energia tende a diminuire.

2)    Fase di maturità: in questo periodo della vita il cavallo, soprattutto se atleta, necessita di buone dosi di mangime ad alto potere energetico. Il mangime in questione dovrà essere composto soprattutto da mais, orzo e avena. Per i cavalli adulti non atleti l’alimentazione è più semplificata ma comunque equilibrata. I mangimi vengono somministrati, in questo caso, con una ridotta quantità di fieno oppure da soli.

3)    Fase riproduttiva: la fattrice dovrà essere alimentata con un mangime che le consenta di poter sopperire ai suoi bisogni quali il parto e la successiva lattazione. 

4)    Fase di recupero: il mangime da somministrare al cavallo in  questa fase deve essere un concentrato di energia basato su cereali (oltre il 60%) che hanno come obiettivo quello di riformare le riserve di energia perdute per qualche ragione.

Ovviamente, non si può alimentare un cavallo soltanto con razioni quotidiane di mangimi. L’alimentazione va corredata anche da sostanze non trattate quale, appunto, il foraggio di qualità. Ad ogni modo, è da tenere presente che i mangimi se dosati nelle giuste quantità e se sono di qualità possono essere, la maggior parte delle volte, somministrati al cavallo senza altre aggiunte di foraggio. Questo avviene senza che ci siano problemi e disturbi all’apparato digerente. E’ consigliabile, in ogni caso, che l’animale abbia sempre a disposizione una lettiera di paglia pulita a disposizione che possa utilizzare quando ne senta il bisogno.

E’ necessario tener presente che le sostanze nutritive presenti negli alimenti, che siano essi di origine vegetale o animale, sono contenute all’interno delle cellule. La membrana di tali cellule è composta oltre che da molecole proteiche addensate anche dalla cellulosa. Quest’ultima può presentarsi mista ad altre sostanze quali lignina ed emicellulosa. Queste, a volte, possono inibire l’azione degli enzimi prodotti dall’apparato digerente ed essere, dunque, assimilate con più lentezza dall’organismo. I mangimi, proprio per accrescere l’assimilabilità delle sostanze nutritive, sono trattati dal punto di vista tecnologico. Tali trattamenti, però, non alterano il nutrimento ne l’azione inibente. Ecco perché spesso vengono prediletti i mangimi ad altri alimenti.