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Last updateSab, 31 Ott 2015 6pm

Il Cane delle praterie dalla coda nera

cane della prateria

Sono cinque le specie di scoiattoli terricoli che prendono il nome comune di cane della prateria per la loro preferenza agli habitat erbosi e perché emettono un verso simile all’abbaiare dei cani.

Il Cynomys ludovicianus (cane della prateria dalla coda nera) vive a 1300, 2000 metri d’altezza nelle Grandi Pianure del Nord America e nelle zone aride dell’estremo nord del Messico.

Questo roditore, appartenente alla sottocategoria dei Sciuromorpha, può raggiungere una lunghezza di 28, 30 centimetri con la coda di 7, 11 centimetri a sua volta e pesare 0,7 – 1,5 chilogrammi.
Il cane della prateria dalla coda nera è generalmente di colore bruno-rossastro sul dorso con sfumature dianche sul ventre; ha i peli del mantello dall’apice nero d’inverso e bianco in estate mentre le vibrisse e la parte terminale della cosa rimangono nere durante tutto l’arco dell’anno.

Questo piccolo mammifero si nutre di piante stagionali come la gramigna dei medici, la Buchloe dactyloides (nota nei paesi anglosassoni con il nome di buffalo grass) e la malva durante l’estate; e di cardi, cactus come il fico d’India, radici e bulbi durante l’inverno.
Le femmine di Cane della prateria dalla coda nera partoriscono fino a otto cuccioli dopo un periodo di gestazione di 33, 38 giorni. I piccoli non risultano autonomi appena nati, anzi, sono completamente immaturi e necessitano di cure per circa 40 giorni prima di poter lasciare il nido.

I cuccioli raggiungono la completa maturità entro i cinque mesi di vita e sono le femmine a fare la maggior parte del lavoro di cura dei piccoli anche se il maschio si prodiga durante il periodo di allattamento e svezzamento proteggendo la tana.
Le tane dei cani della prateria dalla coda nera sono sotterranee e sono formate da lunghi cunicoli con diversi ingressi (fino a sei) tondeggianti che vengono utilizzati sia come nido per i cuccioli, sia come riparo per gli adulti che come magazzino per il cibo raccolto.

L’unità sociale basilare del cane delle praterie è la colonia formata da un maschio, diverse femmine e la loro prole. Diverse colonie formano un quartiere, i cui membri proteggono il proprio territorio emettendo forti guaiti, facendo dei balzi, scoprendo e battendo i denti e gonfiando la coda. Diversi quartieri formano una città che può estendersi fino a 65 ettari. Il linguaggio di questi animali consta di più di 25 suoni differenziati a seconda del pericolo che si sta avvicinando; sono molto intelligenti e posseggono un grande senso di gruppo.

Allo stato selvatico, l’aspettativa di vita di un cane della prateria dalla coda nera è di circa 5 anni che diventano 8 o 10 in caso l’animale venga allevato in cattività.
Un tempo le abitudini alimentari di questi animali recavano gravi danni alle colture di grano e di altri cereali e le loro tane costituivano un pericolo per i cavalli e il bestiame delle fattorie, perciò furono oggetto di campagne di sterminio che si rivelarono molto efficaci.

Attualmente questi roditori vivono confinati in parchi e riserve naturali e la drastica riduzione del loro numero minaccia seriamente la sopravvivenza della puzzola dai piedi neri della quale essi costituivano praticamente l’unica preda.