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Gio02222018

Last updateSab, 31 Ott 2015 6pm

Il canguro rosso

Canguro Rosso

Il Macropus rufus, comunemente chiamato canguro rosso è un mammifero marsupiale facente parte la famiglia dei macropodidi che popola la zona areale dell’Australia.

Il canguro rosso è il marsupiale vivente più grande al mondo ed è diffuso in quasi tutta l’Australia con una maggiore concentrazione delle zone della savana.

Il maschio, che può arrivare ad essere anche il doppio della femmina, solitamente ha il manto di un colore rosso-aranciato, mentre la femmina ha il mantello grigio-blu anche se i colori possono risultare molto variabili.

Il canguro rosso è caratterizzato da una lunghezza corporale che va dai 1.600 centimetri (dei maschi più grandi) agli 850 centimetri (delle femmine più piccole) con la coda che può raggiungere i 120 centimetri nei maschi e gli 85 centimetri nelle femmine. Come molti altri macropodidi, questi canguri posseggono potenti e muscolosi arti posteriori e piccoli e corti arti anteriori mentre la coda, molto muscolosa, riesce a sostenere il peso dell’intero corpo.

La popolazione di questo particolare marsupiale può differire in maniera enorme da un anno rispetto al precedente o successivo, il tutto dipende da quanto le precipitazioni sono abbondanti: quando ci sono precipitazioni forti la popolazione di canguri rossi può raggiungere anche i 12 milioni di esemplari per poi scendere vertiginosamente a 5 milioni nei periodi caratterizzati da siccità.

Le femmine di canguro rosso sono in grado di concepire soltanto in presenza di abbondanti piogge che favoriscono la crescita della vegetazione necessaria alla sopravvivenza. Basti pensare che nei periodi di siccità prolungata il maschio non produce affatto lo sperma.

Questi marsupiali sono muniti di un senso dell’odorato molto sviluppato che consente loro di individuare l’acqua e, in caso scarseggi, sono in grado di percorrere migrazioni anche di 200 chilometri di distanza dai loro soliti territori pur di trovarla.

I canguri rossi sono animali che si nutrono soprattutto durante la notte cibandosi di germogli, erba e foglie disponibili sul territorio.

Generalmente questi macropodidi sono sociali e vivono in gruppi che vanno dai 2 ai 10 esemplari, anche se nei periodi di siccità si possono raccogliere anche più di 1.500 individui vicino ad una pozza d’acqua.

Quando un membro del gruppo scorge un potenziale predatore o pericolo, mette in allarme tutti i compagni battendo le zampe posteriori o la coda sul terreno. Tutti, a quel punto, si danno così alla fuga cercando rifugio, se possibile, nelle pozze d’acqua. Solitamente il canguro rosso mangia tenendo la testa bassa ma rimane vigile e pronto a cogliere con lo sguardo e l’udito ogni minimo segno di pericolo. La sua vista acuta riesce a distinguere un dingo a 350 metri di distanza e le sue grandi orecchie sono estremamente sensibili.

Il maschio dominante di un gruppo di canguri rossi si accoppia con diverse femmine disponibili e combatte qualsiasi tentativo di supremazia da parte di altri maschi boxando. I piccoli nascono 33 giorni dopo l'accoppiamento, e l’inseminazione può accadere di nuovo un giorno o due dopo il parto. L'uovo fecondato risultante dall’accoppiamento post-partum si sviluppa solo allo stadio di blastocisti e viene poi sottoposto ad un periodo di diapausa embrionale. Lo sviluppo può riprendere solo se il precedente cucciolo, che veniva ancora allattato nel marsupio, raggiunge i 204 giorni di vita o se muore.

Il piccolo trascorre 190 giorni nel marsupio della madre prima di avventurarsi nel mondo esterno e diventare indipendente all’età di circa 1 anno dopo essere stato svezzato.

I canguri rossi giocano o combattono stando eretti sulle zampe posteriori, ma la loro normale difesa consiste nello sferrare potenti pugni. Quando sono in fuga, i canguri di questa specie saltano sulle zampe posteriori e per brevi tratti possono raggiungere anche i 50 chilometri all’ora.

I canguri rossi possono vivere, potenzialmente, molto allungo anche se la maggior parte degli indivisui non sopravvivono al primo anno di vita. In ogni caso, sono stati registrati esemplari che hanno raggiunto anche 22 anni in natura.