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Mar09262017

Last updateSab, 31 Ott 2015 6pm

Il Lar

gibbone mani bianche

Il lar (dal nome scientifico Hylobates lar), anche detto gibbone dalle mani bianche, è un primate dalle sembianze antropomorfe appartenente al sottordine degli haplorhini. Il lar popola l’Asia sud orientale ed attualmente è in pericolo di estinzione.

La lunghezza di questo primate varia tra i 42 e i 59 centimetri e può raggiungere il peso di 7,5 kilogrammi partendo da un minimo di 4,5 kilogrammi. Il lar non possiede la coda e presenta le braccia più lunghe delle gambe di circa il 40 per certo. La pelle di questo gibbone è nera, mentre la pelliccia intorno alla faccia, mani e piedi è bianca.

Il resto del mantello è di colore uniforme in ogni individuo, ma può essere crema, rosso, bruno o quasi nero. Il lar possiede callosità ischiatiche, ovvero dei cuscinetti di pelle indurita a ridosso del fondoschiena che risultano però meno pronunciate di quanto sia rinvenibile nei babbuini. 

La pianta dei piedi del lar e degli altri gibboni è ricoperta di pelle nuda e spessa per garantire una presa sicura. L’alluce si contrappone alle altre dita (così che l’animale si possa aggrappare ai rami anche con i piedi) e consente la deambulazione con il corpo in posizione eretta.
La brachiazione è il modo di locomozione tipico di questi gibboni: con le braccia viene impresso un movimento pendolare al corpo che risparmia energia mantenendo la velocità.

Il lar lascia la presa tenendo una mano all’altezza del suo arco di oscillazione, mentre con gli occhi frontali, dotati di visione stereoscopica, cerca di valutare la distanza per determinare la presa successiva, che può anche essere 3 metri più avanti. Il pollice viene tenuto vicino al polso e ben distanziato dalle altre dita che fungono da gancio.

Questa scimmia diventa attiva dopo all’alba, quando il maschio e la femmina eseguono un “duetto” per rafforzare il legame di coppia. Incomincia la femmina con una serie di lunghi e forti gridi in crescendo; quando questi si affievoliscono, il maschio attacca a sua volta con gridi più semplici e tremuli. Il duetto, ripetuto per più volte, dura dai 15 ai 20 secondi. Questa scimmia, assieme al proprio partner, dedica circa 15 minuti ogni giorno alla reciproca pulizia della pelliccia e trascorre la maggior parte della giornata andando in cerca di cibo e mangiando. Circa metà della sua dieta consiste di frutta e per il resto di foglie, insetti e fiori.

È difficile che si sposti di notte perché preferisce riposare fra i rami degli alberi. Un tempo si pensava che instaurasse legami di coppia duraturi, ma secondo studi più recenti alcune coppie monogame cambiano occasionalmente partner e talvolta si creano gruppi non monogami. Ogni coppia o gruppo difende un territorio che comprende circa i tre quarti dell’intera area familiare.

La gestazione dura 7 – 8 mesi e l’unico nato viene allattato per 18 mesi. Il cucciolo diventa adulto raggiunti i 6 anni d’età e la maturità completa si compie entro i 9 anni. La vita media in libertà è di 25, 30 anni. La deforestazione e la caccia costituiscono le due principali minacce per la sopravvivenza di questi animali.