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Dom08202017

Last updateSab, 31 Ott 2015 6pm

Il marasso

marasso

Il marasso, anche conosciuto col nome di vipera di berus, è un serpente appartenente alla famiglia delle Viperidae.

Il marasso è un ofide di medie dimensioni: di solito, misura circa 60 cm di lunghezza mentre alcuni esemplari provenienti dai paesi scandinavi possono raffi ungere anche il metro di lunghezza. Possiede un corpo abbastanza grosso, di forma tubolare; la testa è triangolare e distinta dal resto del corpo, il muso schiacciato, la pupilla è ellittica. Il colore della livrea è marrone con un motivo a zig-zag più scuro su tutta la schiena; il ventre è più chiaro, solitamente grigio o bianco, mentre lungo i fianchi sono presenti delle macchie circolari.

Il dimorfismo sessuale non è particolarmente accentuato: solitamente le femmine sono appena più grandi dei maschi e mostrano una colorazione meno marcata sul dorso.

Il suo morso non è pericoloso per l’uomo, poiché la quantità di veleno iniettata non è in grado di provocare gravi conseguenze, tuttavia è importante intervenire tempestivamente soprattutto nei soggetti allergici; pur non essendo letale, il morso del marasso è molto doloroso.

Diffusione e Habitat

Il marasso è particolarmente diffuso nell’Europa settentrionale, compresa la Scandinavia e la Gran Bretagna; è presente anche nelle regioni dell’est europeo come l’Albania, la Bulgaria e la Grecia, mentre in Asia si trova nella Corea del Nord, in Cina e in Mongolia.

Nel nostro paese abita tutte le regioni settentrionali e centrali, dove si spinge anche fino ai 3000 metri di altitudine. Come habitat ideale sceglie brughiere, pascoli alpini, paludi e boschi; vive in zone umide, nei pressi di corsi d’acqua, essendo anche un abile nuotatore.

Abitudini e alimentazione

Il marasso è tendenzialmente una specie diurna, ma preferisce restarsene nella propria tana se le temperature sono troppo alte, e uscire a cacciare al calar del sole. Durante la stagione invernale, l’ofide va in letargo, la cui durata dipende dalla regione in cui l’esemplare vive: in Svezia ad esempio, il letargo si protrae anche per 9 mesi e spesso alcuni soggetti non sopravvivono.

Trattandosi di animali a sangue freddo e non riuscendo a termoregolare la propria temperatura corporea, amano trascorrere gran parte della loro giornata distesi al sole, con il corpo appiattito per assorbire calore.

L’ofide si nutre principalmente di piccoli mammiferi, uccelli e anfibi, ma in genere la loro dieta dipende dalle disponibilità del territorio in cui vivono.

Riproduzione

La maturità sessuale avviene a 4 anni per i maschi e un anno più tardi per le femmine. La stagione degli amori coincide con la fine del letargo e l’inizio della primavera: in questo periodo, i maschi cercano di accoppiarsi con più femmine possibili, finendo col lottare per conquistare la compagna scelta.

La gestazione dura circa due mesi, al termine della quale verranno alla luce i piccoli: se il parto avviene a basse altitudini, nasceranno all’incirca 10 cuccioli, se avviene in montagna, il numero dei piccoli sarà compreso tra 4 e 6. Le femmine si riproducono una volta ogni due tre anni così da immagazzinare sufficienti riserve di grasso per portare avanti la gravidanza.