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Last updateSab, 31 Ott 2015 6pm

Il moscardino

moscardino

Il moscardino, nome scientifico muscardinus avellanarius, è un piccolo roditore appartenente alla famiglia delle Gliridae: il suo nome deriva dall’odore di muschio emanato dal pelo.

Il moscardino è un roditore di piccolissime dimensioni: raggiunge i 10 cm di lunghezza, per un peso di circa 15 grammi; il corpo è tozzo. Il mantello è rossiccio, di tonalità più chiara nella parte inferiore del corpo e color crema sul ventre; le orecchie sono piccole e dalla forma arrotondata, gli occhi sono grandi e sporgenti, di colore nero, la coda è ricoperta di peli. Sulle guancie sono presenti ciuffetti di peli bianchi e il muso è dotato di vibrisse che hanno funzione tattile; gli arti sono caratterizzati dalle dita pensili, che gli permettono di arrampicarsi con più facilità.

A differenza degli altri roditori, il moscardino presenta una dentatura meno evidente: i denti sono dotati di radice e hanno crescita limitata. E’ una specie a basso rischio di estinzione e, negli ultimi anni, in molti hanno scelto di allevarlo nelle proprie abitazioni.

Distribuzione e Habitat

Il moscardino è diffuso soprattutto in Europa e nelle regioni dell’Asia Minore; in Italia è presente in tutte le regioni, soprattutto nei pressi della pianura padana, escluse la Sardegna e la Sicilia.

Il suo habitat ideale è caratterizzato da pianure, boschi di quercia, roveti e noccioleti, dove può trovare da mangiare con maggiore facilità. In montagna può vivere sino a un'altezza massima di 1500 metri. Questo roditore non ama i climi particolarmente rigidi, preferendo di gran lunga quei luoghi con clima mediterraneo.

Abitudini e alimentazione

Il moscardino è un animale con abitudini crepuscolari: lascia la propria tana durante la notte, alla ricerca di cibo, mentre durante il giorno preferisce riposarsi, rifugiandosi sugli alberi. Costruisce il proprio rifugio con erbe, foglie e pezzi di corteccia.

Si tratta di un roditore dall’indole socievole, che vie in gruppi piuttosto numerosi. Raramente lascia gli alberi, scendendo a terra, poiché sarebbe una facile preda per i suoi nemici; si sposta saltando da un ramo all’altro, agilmente, e servendosi delle zampette robuste. In inverno, il moscardino cade in letargo, risvegliandosi a marzo: durante questo periodo, la sua temperatura corporea scende a zero gradi.

Si ciba soprattutto di frutta, in particolare di nocciole che mangiano senza nemmeno estrarle dal guscio; non disdegna le ghiande, le bacche, le gemme, i fiori con il nettare, la frutta e spesso anche qualche insetto e qualche larva.

Riproduzione

La stagione degli amori ha inizio in primavera e in seguito al risveglio dal letargo: il maschio, prima dell’accoppiamento vero e proprio, si esibisce in un particolare rituale di corteggiamento.

La gestazione dura circa 25 giorni, al termine della quale la femmina partorisce dai 3 ai 6 piccoli, nei mesi tra marzo e settembre: i cuccioli, alla nascita, saranno ciechi, nudi e sordi. La madre allatta i figli per due mesi e lei sola si prende cura della propria prole, costruendo persino il nido tra i rami degli alberi o in una cavità scavata nel terreno, servendosi di erba intrecciata, ramoscelli e muschio.