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Mar09192017

Last updateSab, 31 Ott 2015 6pm

Il proteo

proteo

Il proteo è un anfibio urodelo di piccole dimensioni e dal curioso aspetto, appartenente alla famiglia dei Proteidi.

Il proteo, simile a una lucertola, raggiunge una lunghezza di 30 cm circa: il corpo è di forma cilindrica e la pelle, che non ha pigmentazione, è di colore bianco, grigio o rosa chiarissimo. Possiede una coda lunga e zampe piuttosto piccole rispetto al corpo: quelle anteriori hanno 3 dita, quelle inferiori 2. La bocca è piccola, e sul muso ha delle aperture branchiali da cui spuntano tre ciuffetti rossi. Il proteo è completamente cieco: gli occhi sono presenti solo nello stadio larvale, ma non si sviluppano e negli adulti sono ricoperti da una membrana di pelle. Al contrario, l’olfatto di quest’anfibio è particolarmente sviluppato, in più è dotato di diversi sensori cutanei grazie ai quali è in grado di orientarsi e individuare prede.

Differentemente dagli altri anfibi, il proteo non ha polmoni che gli consentono di respirare anche fuori dall’acqua, ma solo piccole branchie esterne. Ciò, così come il suo essere cieco, dipende dall’adattamento della specie al loro habitat. Il proteo è una specie ad alto rischio di estinzione. Peculiare è il suo atteggiamento difensivo: si finge morto in caso d’incontro con un possibile predatore.

Diffusione e Habitat

Il proteo abita solamente le caverne e le grotte di origine carsica presenti a est del confine italiano: vive in Italia, in Bosnia Erzegovina, in Slovenia e in Croazia. L’habitat di quest’anfibio, caratterizzato dalle falde acquifere presenti nelle grotte, è particolarmente ostile; l’acqua dovrà essere limpida e avere una temperatura compresa tra i 9° e i 12 °C: qualsiasi sbalzo di temperatura eccessivo può causarne la morte.

Alimentazione e Riproduzione

La dieta del proteo è molto povera e può resistere tantissimo tempo senza mangiare, grazie al suo lento metabolismo: è stato dimostrato che quest’anfibio può resistere anche 12 anni senza cibarsi. Si nutre principalmente di piccoli crostacei, di molluschi e in casi estremi anche delle sue stesse larve, ma preferisce cibarsi di gamberetti di grotta e di alcuni microrganismi presenti nel fango.

Le consuetudini sessuali di quest’anfibio non sono ben note, ma si sa che raggiunge la maturità sessuale intorno ai 10 anni di vita. L’accoppiamento è preceduto da un rituale di corteggiamento in cui il maschio e la femmina si esibiscono in una particolare danza a caduceo dove i due corpi si intreccino tra loro.

Le femmine depongono circa 60 uova in acqua, avvolte in una sacca gelatinosa che si attacca alle pareti di una roccia. Quando queste si schiudono, dopo circa 4 mesi, nascono girini lunghi circa 40 mm, provvisti di occhi e pigmentazione che poi andranno persi; svilupperanno gli arti in un secondo momento.  Si tratta di una specie particolarmente longeva, che può vivere anche 30 o 40 anni, ben adattatasi all’impervio habitat.

Gli esemplari maschi sono soliti lottare tra loro, con colpi di coda o morsi, così da difendere il proprio territorio da possibili intrusi: si tratta di scontri piuttosto violenti, in cui non è raro che uno dei due avversari si ferisca gravemente.