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Dom10222017

Last updateSab, 31 Ott 2015 6pm

Il ramarro orientale

ramarro orientale

Il ramarro orientale, nome scientifico lacerta viridis, è un sauro appartenente alla famiglia delle Lacertidi: è la più grande tra le lucertole italiane.

Il ramarro orientale può raggiungere una lunghezza di 40 cm, coda inclusa. Si differenzia dalla lucertola per il colore brillante del dorso: le femmine assumono tonalità più scure, con striature trasversali più chiare; il ventre è giallo. Oltre che nel colore della pelle, il dimorfismo sessuale è evidente anche nelle dimensioni della testa, che nei maschi è più grossa, e nella lunghezza della coda. Le zampe sono provviste di cinque dita munite di artigli, che gli consentono di arrampicarsi. Il ramarro orientale può arrivare a 15 anni di età.

Una piccola curiosità riguarda la caparbietà di questo rettile: quando il ramarro morde una persona, non lascia la presa per nessun motivo.

Distribuzione e Habitat

Il ramarro orientale è diffuso in tutte le zone con clima temperato: è presente in Austria, Italia, Germania, Slovenia, Bosnia, Croazia, Macedonia, Serbia, Kosovo, Montenegro, Albania, Grecia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Moldavia, Polonia, Romania, Ucraina e in Turchia.

Come habitat predilige prati con erba alta, cespuglietti, siepi, boscaglie e bordi di strade e sentieri; non tollera il caldo eccessivo, per cui lo si può trovare in zone umide o in quelle di montagna.

Abitudini e Alimentazione

Il ramarro orientale ha abitudini diurne: lascia la propria tana durante il giorno, per cacciare o riposare sul qualche pendio soleggiato.

Va in letargo da novembre fino alla fine di febbraio, tornando attivo e ricominciando a nutrirsi nei primi giorni di marzo: si ciba soprattutto di insetti e piccoli vertebrati o di uova di uccelli; è molto veloce nei movimenti e agile nell’arrampicarsi sugli alberi. Spesso, aggiunge alla propria dieta anche bacche o cibo di origine vegetale.

I nemici del ramarro orientale sono le donnole, i gatti, i serpenti, i roditori, per non parlare dell’uomo: questi, a causa del forte uso di pesticidi, ha causato la morte di molti esemplari.

Riproduzione

La stagione degli amori ha inizio con l’arrivo della primavera, prolungandosi fino al mese di giugno: in questo periodo, la gola dei maschi diventa di colore blu. Prima dell’accoppiamento vero e proprio, gli esemplari maschi lottano tra di loro per il predominio su un dato territorio: durante il combattimento, sollevano la parte anteriore del corpo così da mostrare il sottogola di colore blu, e agitano la coda in aria come se fosse una frusta, con lo scopo di spaventare l’avversario e costringerlo quindi a sottomettersi. Anche l’accoppiamento è brutale: il maschio morde la femmina sui fianchi, così da tenerla ferma.

E’ una specie ovipara: la femmina del ramarro depone in una buca dalle 5 alle 20 uova dal guscio morbido e dalle dimensioni di 15 mm circa; l’incubazione dura 12 settimane. La madre abbandona da subito il nido, senza preoccuparsi della propria prole. I piccoli, una volta che le uova si sono schiuse, rimuovono il terreno che li ricopre e lasciano la buca in cui sono nati: sono di colore marrone, così possono mimetizzarsi meglio.