Animali

Il più grande portale italiano dedicato agli animali domestici

iconaAccedi
Sei un nuovo utente? Registrati

Lun12182017

Last updateSab, 31 Ott 2015 6pm

Il siamango

siamango

L’hylobates syndactylus (Symphalangus syndactylus), detto comunemente Siamango, è un primate privo di coda appartenente alla famiglia degli hylobatidae che popola l’Asia sud-occidentale.

Il siamango è il gibbone più grosso esistente al mondo, con una lunghezza di 90 centimetri ed un peso che varia tra i 10 e i 15 chilogrammi. In posizione eretta, questa scimmia arriva all’altezza di 1,5 metri, la stessa che le sue stesse braccia possono raggiungere quando completamente estese. Il siamango è ricoperto da una lunga pelliccia nera. Il maschio è un po’ più grosso della femmina e ha un ciuffo di peli nella zona genitale che, a prima vista, può sembrare una coda.

Il siamango si distingue dagli altri hylobatidae per diversi motivi. Il primo è rappresentato dalla palmatura tra il secondo e il terzo dito delle mani, caratteristica dalla quale il siamango prende il nome di syndactylus: dal greco antico sole, “uniti” + daktulos, “dita”. Secondariamente, questi animali sono dotati di una specie di sacco in prossimità della gola, che può essere gonfiato fino a raggiungere la medesima grandezza della testa, permettendo loro di emettere dei richiami molto forti; tale caratteristica è stata riscontrata sia nei maschi che nelle femmine.

Fra tutte le specie di hylobates, infatti, il siamango è quello che lancia gli urli più forti: la pelle elastica color grigio scuro della gola di questo animale si gonfia fino a raggiungere le dimensioni di un pompelmo e diventa una sorta di cassa di risonanza che amplifica gli urli. I versi del maschio hanno lo scopo di scoraggiare gli altri maschi, mentre una serie di suoni più prolungati, simili a latrati, della femmina è associata alla difesa del territorio.  

La loro alimentazione è costituita per circa tre quinti di foglie e per un terzo di frutta, pochi fiori e piccole creature come larve e insetti. La famiglia occupa un’area di circa 47 ettari, ma difende solo il 60 per cento di questo territorio lanciando potenti urli.

Il siamango abita i resti della foresta di Sumatra e la penisola malese ed è ampiamente distribuito sia nelle foreste di pianura che nelle foreste montane e pluviali. Questo primate si trova ad altitudini fino a 3800 m e la sua vita si svolge in gruppi composti da circa sei individui (quattro in media). Tra le varie specie di hylobatidae, il siamango è quello che ha i legami familiari più stretti. La femmina (che è dominante), il maschio e i piccoli (solitamente 1 o 2 in una famiglia) raramente si allontanano più di 30 metri l’uno dall’altro e di solito non superano i 10 metri di distanza.

Il periodo di gestazione di un siamango è di 6,2-7,9 mesi e, dopo la nascita del cucciolo, la madre si prende cura di lui per il primo anno di vita. I maschi di siamango offrono cure paterne ai piccoli più di quanto non facciano gli altri membri della famiglia degli Hylobatidae: hanno un ruolo importante nell’accudire il cucciolo dopo gli otto mesi di età. Questo, infatti, ritorna dalla madre solo per dormire e essere curato. Il piccolo comincia a viaggiare in modo indipendente dai suoi genitori entro il terzo anno di vita e può raggiungere, in cattività, i 30 anni.