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Mar06192018

Last updateSab, 31 Ott 2015 6pm

Il veleno del drago di Komodo

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Il drago di Komodo è un temibile predatore: raramente le sue prede riescono a salvarsi la vita in seguito ad un suo attacco.

L’animale si avventa sulla preda scelta e per prima cosa la morde, lasciando poi la presa e attendendo che si dissangui: quando sarà abbastanza debole, il drago di Komodo ucciderà la vittima e la divorerà. Inizialmente, era convinzione diffusa tra gli zoologi che fosse la potenza del morso e l’azione dei batteri presenti nella bocca del varano, a determinare la morte dell’altro animale. Tuttavia, uno studio condotto da Bryan Fry dell'Università di Melbourne, ha reso nota la presenza di una sostanza molto velenosa nella saliva.

L’attenzione quindi è stata spostata dal morso dell’animale, addirittura meno potente di quello del coccodrillo, al suo veleno o meglio alle piccole ghiandole velenifere che il drago di Komodo possiede: si trovano precisamente nella mascella inferiore e sono in grado di produrre una combinazione di enzimi e proteine tossiche capaci di indebolire gli animali feriti, fermando la coagulazione del sangue e abbassando la pressione sanguigna, cosa che porta la vittima a un grave shock.

Inoltre, la saliva rossastra del varano è piena di batteri e agenti patogeni che avvelenano la preda e causano setticemia e infezioni. Grazie ad un nuovo studio dell'Università del Texas, sono state individuate nella saliva dell'animale ben 57 tipologie batteriche differenti, tra le quali Escherichia coli, Pasteurella molticida, Proteus morgani, alcuni stafilococchi e altri generi. 

E’in questo modo, servendosi del proprio veleno, che il drago di Komodo riesce a predare animali anche molto più grandi di lui. Un esempio sono i bufali che, pur di mole considerevole, sono attaccati e poi lasciati liberi in attesa che il morso faccia effetto. A volte si tratta di aspettare anche diversi giorni, eppure il drago di Komodo è un animale molto paziente: una volta che la preda muore, se ne ciba. Questo ovviamente non vale solo per i bufali, ma anche per i cervi, i cinghiali e tutti gli altri animali molto più possenti di lui.

Eppure, recentemente, moltissimi studiosi hanno decretato che quello proveniente dalle cosiddette ghiandole velenifere del drago di Komodo, non sia un vero e proprio veleno: a detta degli erpetologi coinvolti nella ricerca, la bocca di questi grossi rettili sarebbe semplicemente sporca. L’animale difatti, a causa della sua lingua biforcuta, non è in grado di esibirsi in accurate pulizie. A uccidere le loro vittime, sarebbe quindi un morso tossico.

La discussione inerente alla letalità del morso del drago di Komodo è ancora aperta.