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Last updateSab, 31 Ott 2015 6pm

Introduzione al cavallo

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Per iniziare a conoscere, oltre che amare il cavallo, è necessario avere un chiaro significato sui termini che lo riguardano e lo descrivono.

Di seguito proviamo ad elencarne i più importanti:

Ippologia: scienza che studia il cavallo, evidenziandone caratteristiche fondamentali e classificandolo a seconda di caratteri morfologici, di sangue, o di attitudine. Grazie ad essa possiamo distinguere ad esempio tra cavalli da corsa, da sella o da tiro.

Classificazione per attitudine

Cavallo da corsa: l’aspetto è longilineo, con muscolatura particolarmente sviluppata, collo sottile, spalle inclinate, testa piuttosto piccola, e pelo setoso e lucido. Il suo carattere ne rispecchia la corporatura: forte, deciso, nervoso, sensibile e attento. Ottimo esemplare non solo nella corsa in quanto tale, ma in ogni attività sportiva. Rappresentante per eccellenza di questa categoria è il Purosangue Inglese, che può arrivare a pesare dai 400 ai 500 Kg. Rientra in questa categoria anche il Purosangue Arabo, di altezza minore (in genere si aggira in torno al metro e cinquanta centimetri al garrese), dalle linee più tondeggianti, e dal numero di vertebre lombari ridotto a differenza degli altri cavalli. Ultimo appartenente alla categoria, il Trottatore, purosangue o mezzosangue dalle più varie origini e caratteristiche.

Cavallo da sella:  caratteristica principale della categoria è l’equilibrio psico-fisico: grandi destrezza e rapidità nei movimenti, si fondono insieme ad un carattere sereno e ad un animo nobile. Altezza e caratteristiche fisiche sono piuttosto variabili a seconda dei soggetti considerati, che vanno dai pony ad esemplari di peso stimabile in quintali. Il peso medio è da definirsi dunque intorno ai 500-600 Kg. La categoria comprende anche cavalli da caccia (Hunter Inglese), cavalli da concorso, cavalli da carrozza, cavalli da passeggiate, e infine cavalli Quarter Horse utilizzati dai cowboy americani.

Cavallo da tiro: potenza e forza, sono le doti fondamentali che caratterizzano questo tipo di cavallo.

Dal carattere piuttosto mite, il cavallo da tiro, è un brachimorfo particolarmente forte ma poco veloce.

La sua ossatura (collo, arti) è breve, mentre la muscolatura possente.  Alla categoria appartiene il carrozziere, ma più precisamente si usa distinguere tra esemplari da tiro pesante rapido, utilizzati dall’artiglieria militare ippotrainata, o lento, caratterizzati da una particolare potenza. I primi presentano un peso medio che si aggira intorno ai 600 Kg, mentre i secondi, a causa della loro muscolatura maggiormente sviluppata, un peso non inferiore ai 700-800 Kg. Tra i rappresentanti della categoria ricordiamo lo Shire, il Belga, e il Percheron.

Caratteri morfologici: il mantello

A primo impatto la cosa che più colpisce i nostri occhi è di certo l’aspetto del mantello.

Per distinguerli più facilmente li divideremo nei gruppi a seguire.

Mantelli semplici: In particolare ci riferiamo al mantello Bianco, Nero o Sauro, con le caratteristiche di seguito riportare.

Bianco: colore di peli e crini totalmente bianco, pelle rosata. Possiamo distinguere in particolare tra due ceppi: Pseudoalbino e Bianco vero e proprio. Lo Pseudoalbino presenta occhi chiarissimi color ghiaccio, mentre nel Bianco vero e proprio troviamo diversa colorazione degli occhi (blu, nocciola, marrone).

Nero: colore prevalentemente nero, possibile presenza di peli bianchi o più chiari, assenza totale di focature bruno-rossastre. Detto anche Morello. Può essere di tipo corvino, ovvero con pelo uniforme e lucente, o maltito, cioè con la presenza di macchie più chiare.

Sauro: colore biondo-rossastro, e a seconda della tonalità meno o più scura riconosciamo le rispettive tipologie chiaro, ordinario, ciliegio, castagno, bruciato. Meno comuni, ma particolarmente apprezzate, le razze che presentano il Sauro sopra baio, con mantello rossiccio nella sua totalità,  e il Sauro lavato, di colore  biondo-dorato con criniera e coda biancastre.

Mantelli composti: distinguiamo tra di essi quelli di colore uniforme ma con le estremità più scure (Baio, Sorcina, Isabella), e quelli che presentano colori mescolati (Ubero, Grigio, Lupino, Roano).

Baio:  colore castano-rossiccio tendente al nero alle estremità, alla coda e alla criniera.  E’ il mantello più comune e può prendere tutte le sfumature colorimetriche del Sauro, tranne per il caso del Baio Oscuro di colore marrone scuro, e per quello del del Baio Sopra Sauro,  con estremità nere ma con coda e criniera uniformi per colore al resto del mantello.

Sorcino: colore grigio cenere, estremità più scure. Comune nell’asino, meno nel cavallo.

Isabella: colore biondo-crema, nero nel crine e negli arti. Prende il nome dalla regina Isabella di Spagna. Può presentare una riga scura sul dorso e sulla groppa detta riga di mulo.

Ubero: colore rosso e bianco, si può considerare un sauro con l’aggiunta di peli bianchi. Non tende a schiarirsi.

Grigio: colore bianco e nero, i peli dei due diversi colori sono disposti in maniera mescolata. E’ molto comune, e abbiamo diverse sfumature dal molto chiaro, al chiaro, all’ordinario. Tende a schiarirsi con l’età.

Lupino: colore nero-giallastro. Detto anche Falbo.

Roano: colore rosso e bianco per il mantello del corpo, colore nero per criniera, coda ed estremità degli arti. Si può considerare un baio con la presenza di peli bianchi mescolati sul corpo. L’età non provoca schiarimenti.

Mantelli pezzati: presentano peli bianchi e colorati, riuniti in macchie. Distinguiamo tra Pinto e Tobiano.

Pinto: da “pintado”, ovvero “colorato”. Detto Overo (o pezzato basso) se nonostante la presenza di macchie colorate, c’è predominanza di bianco.

Tobiano: colore scuro per mantello e testa, con macchie bianche disperse sul corpo. Detto anche pezzato alto.

Mantelli maculati: presentano caratteristiche similari al pezzato, ma mostrano macchie più piccole. Essi furono importati da Buffalo Bill nell’800. Ne esistono diverse varietà: a pois, a goccia d’acqua, moscato, arlecchino, marezzato, ecc..