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Gio10192017

Last updateSab, 31 Ott 2015 6pm

L'alimentazione del cane anziano

Alimentazione del cane anziano

Mentre un cane giovane, avendo a disposizioni risorse valide, può tollerare una dieta sbilanciata per lunghi periodi, il cane anziano ha invece esigenze molto più particolari e richiede più accorgimenti.

Il cane anziano, innanzitutto, subisce alcune trasformazioni nel proprio corpo, a cominciare dalla perdita del tono muscolare che lascia il posto a depositi di grasso, accentuati dalla ridotta attività fisica: come conseguenza, il metabolismo si riduce e anche la richiesta di energia diminuisce. E’ importante, in questa fase, stare bene attenti al rischio obesità che potrebbe aggravare ulteriormente lo stato di salute dell’animale.

L’ideale sarebbe limitare l’apporto di grassi nella dieta del nostro amico a quattro zampe, senza però eliminarli del tutto: essi migliorano comunque il gusto del cibo e aumentano la digeribilità. E’ possibile, per quanto riguarda le fonti libidiche, scegliere gli oli vegetali, come quello di mais o di soia.

Vi sono anche casi, però, in cui il cane tende a perdere peso a causa di un minor appetito, della perdita del gusto e anche del senso dell’olfatto, o per problemi ai denti. Sarà opportuno, quindi, servire all’animale un pasto che apporti dalle 3 alle 4 Kcal/grammo e che sia anche aromatizzato così da stimolare l’appetito. E’ preferibile, poiché i denti del cane non sono più quelli di una volta, rendere i cibi più masticabili, più morbidi e tagliati in pezzi molto più piccoli e se l’animale è abituato a nutrirsi di crocchette, sarà bene ammorbidirle, aggiungendo dell’acqua.

In commercio, esistono alcuni prodotti specifici per l’alimentazione del cane anziano: si tratta di cibi che contengono la carnitina, ossia una sostanza che induce l’utilizzazione dei grassi da parte del muscolo. In questo modo, viene mantenuto il tono muscolare e i depositi di grasso smaltiti più rapidamente.

Parlando di proteine, il consiglio è di migliorarne la qualità piuttosto che ridurle o aumentarle: è preferibile utilizzare quelle più digeribili e ricche di aminoacidi essenziali. E non bisogna dimenticare un buon apporto di fibre, indispensabile nella dieta del cane anziano che con l’avanzamento dell’età tende a soffrire di costipazione. Da controllare invece è l’apporto di fosforo, a causa di possibili problemi renali: nei cani anziani deve essere di circa 0,5%, ancor meno se vi è una difficoltà renale dichiarata. Stesso discorso per il sodio che dovrebbe essere ridotto a causa dell'aumento nei soggetti anziani del rischio di patologie cardiache e di ipertensione. Il calcio invece non deve mancare: è indispensabile affinché il cane mantenga una struttura ossea robusta.

Fondamentale è l’apporto delle vitamine del gruppo B, B1, B6 e B12, dello zinco e della vitamina A; necessarie anche le sostanze antiossidanti, quali la vitamina E, β carotene e luteina. In genere, per proteggere anche le articolazioni, vengono somministrati alimenti che contengono glucosamina e condroitinsolfato.

La razione quotidiana dovrà essere ripartita in 2 o 3 pasti giornalieri: questo facilita sia l’assunzione sia la digestione del cibo.

Lo scopo di questo genere di alimentazione sta nel mantenimento dello stato di salute del cane e di un suo peso ottimale, nell’impedire o rallentare lo sviluppo di patologie e nel tenere sotto controllo i sintomi delle malattie già esistenti.