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Gio12142017

Last updateSab, 31 Ott 2015 6pm

L'allodola

allodola

L’allodola, anche conosciuta col nome di alauda arvensis,  è un uccello appartenente all'ordine dei passeriformie e alla famiglia degli alaudidi.

Si tratta di un uccello di piccole dimensioni: raggiunge in genere i 17 cm di lunghezza, con un'apertura alare di 32 o anche 37 cm e un peso che oscilla dai 33 ai 48 g. La parte superiore del corpo ha una colorazione bruna con striature nere, mentre quella inferiore è di colore bianco o anche rossiccio: sul petto sono ben visibili delle strisce, la coda ha le estrmità bianche. Spesso, soprattutto se avverte un imminente pericolo, mostra un piccolo ciuffo eretto sul capo. Non vi è dimorfismo sessuale né per quanto riguarda il colore delle piume, né per la taglia.

Cammina in posizione orizzontale, saltellando agilmente, mentre  il volo si presenta rapido e appena un po’ ondulato, con un’alternanza di battiti e di ali chiuse: vola anche stando sul posto, esibendosi in un canto ripetuto e particolarmente insistente: in genere questo è acuto e potente, e viene esguito soprattutto in volo e solo saltuariamente a terra.

Diffusione ed Habitat

Questo esemplare di passeriforme è presente in tutta Europa e in Asia, ma in genere verso la stagione autunnale migra anche verso l'Europa Meridionale e il Nordafrica. È facile avvistarla nel nostro paese, dove è perlopiù stazionaria. L’allodola predilige luoghi aperti ed erbosi: parliamo di pascoli, prati, steppe, dune sabbiose e campagne coltivate; spesso la si può trovare anche sugli altopiani, in particolare sulle brughiere.

Abitudini ed Alimentazione

L’allodola possiede un’indole gregaria, di conseguenza è solita vivere in piccoli gruppi, soprattutto durante il periodo della migrazione. Una delle sue abilità consiste nel librarsi in volo a qualche centinaio di metri di altezza per poi tornare verso terra ad ali chiuse, aprendole nuovamente solo ad una minima distanza dal suolo. Spesso ama appollaiarsi su sassi, muretti e sulla bassa vegetazione, ma mai sugli alberi.

Grazie alla colore delle proprie piume, non è una preda facilmente avvistabile: in caso di pericolo, se questo proviene dal cielo, tende ad immobilizzarsi o accovacciarsi al suolo, mentre nel caso di un predatore terrestre, preferisce un attacco collettivo.

E’ solita cibarsi più che altro di semi, di germogli, di foglie, a cui aggiunge qualche insetto durante il periodo riproduttivo: parliamo perlopiù di coleotteri, mentre i nidi sono sfamati con larve di lepidotteri o con ragni. Qualche volta si nutre anche di piccoli molluschi.

Riproduzione

La stagione dell’accoppiamento ha inizio intorno al mese di aprile: il maschio corteggia la femmina girandole attorno tenendo un'ala cascante, con le piume ritte sulla testa e sul collo, e la coda distesa. E’ una specie tipicamente monogama.

Per la nidificazione, in genere viene scelta una cavità nel terreno, che sia ben nascosta dall’erba: ivi la femmina deopne dalle 3 alle 4 uova, dalla colorazione grigiastra e picchiettate di macchie scure, covate per circa 11 o 12 giorni. Anche il maschio si occupa dei piccoli, i quali dopo circa 3 settimane dalla nascita, sono già in grado di spiccare il volo.