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Gio12142017

Last updateSab, 31 Ott 2015 6pm

L'ermellino

ermellino

L’ermellino, anche conosciuto col nome di mustela erminea, è un piccolo mammifero, appartenente alla famiglia dei mustelidi.

Si tratta di un animale dal corpo allungato e snello; il maschio si presenta certamente più grosso della femmina: è il doppio del peso e la supera in lunghezza di almeno 5 cm. La coda è lunga dagli 8 ai 12 cm; le zampe sono abbastanza corte. L’ermellino salta in modo da poggiare le zampe posteriori sulle impronte di quelle anteriori.

La sua particolarità sta nel colore della pelliccia che cambia tonalità secondo la stagione: durante l’estate è color cannella sul dorso e bianca sul ventre, mentre in inverno il manto è del tutto candido, eccetto la coda che resta nera per tutto il corso dell’anno. La pelliccia, molto spessa, è particolarmente ricercata dall'industria della pellicceria: ciò ha implicato una vera e propria caccia, che ha determinato una grande riduzione della popolazione di questi mustelidi.

E’ abbastanza simile alla donnola, ma si distingue da questa per le dimensioni più piccole e per il ciuffo nero all'estremità della coda. 

Distribuzione e Habitat

L’ermellino è diffuso in tutto l'emisfero settentrionale, dal Nord America all'Europa all'Asia, mentre in Italia è presente, solo sull'arco alpino. Come habitat, predilige in modo particolare i boschi, anche se non disdegna brughiere, praterie e siepi, ma si può trovare anche tra i 1000 e i 3000 metri di quota.

Questo mustelide costruisce la propria tana in un buco nel suolo, nell’incavo di un albero o nelle fessure dei muri: si serve di peli, erba secca e foglie. All’interno della tana, l’ermellino alleva la propria prole e nasconde le riserve di cibo.

Abitudini e Alimentazione

Ha abitudine sia diurne che notturne, cacciando anche sotto terra, nonostante sia anche un ottimo arrampicatore. L’ermellino possiede degli ottimi riflessi e non è raro che cacci una preda di dimensioni persino maggiori alle sue: si serve soprattutto del proprio olfatto e, una volta avvistata la preda, si avvicina a essa con cautela e, con un balzo fulmineo, la afferra alla nuca così da provocarne la morte istantanea. Essendo carnivoro, predilige soprattutto roditori, uccelli, rettili e invertebrati. Spesso l’animale ucciso non è divorato all’istante, piuttosto portato sino alla tana, dove è aggiunto alla riserva di cibo.

Riproduzione

La stagione degli amori è compresa tra i mesi di giugno e luglio, e quelli di febbraio marzo: il maschio raggiunge la maturità sessuale dalla prima primavera dopo la propria nascita, mentre la femmina già dopo soli due mesi di vita. Il maschio è poligamo e può accoppiarsi con più femmine nello stesso periodo.

La gestazione può durare 56 giorni oppure, 8 o 9 mesi, in altre parole con ovoimplatazione ritardata. La femmina partorisce nei luoghi più diversi: parliamo di fessure nella roccia, cavità naturali nel terreno, pietraie o addirittura angoli nascosti di case o chalet abbandonati. In genere, le cucciolate comprendono dai 2 ai 18 piccoli, del tutto privi di peli e ancora ciechi: dopo 6 settimane aprono gli occhi e diventano autonomi a partite dal 3° o 4° mese di vita.