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Gio08172017

Last updateSab, 31 Ott 2015 6pm

L'IHP denuncia la morte di Flambo per i metodi educativi di un istruttore FISE

L'IHP denunacia la morte di Flambo per i metodi educativi di un istruttore FISE

L’IHP (Italian Horse Protection) ha denunciato il decesso del cavallo chiamato Flambo, al centro ippico di Roma, sostenendo il coinvolgimento di un istruttore Fise.

La Federazione Italiana Sport Equestri comunica che gli atti in merito alla vicenda sono stati trasmessi alla Procura.

L’IHP richiede l’accertamento delle cause che hanno portato alla morte di Flambo, un cavallo sportivo iscritto ai ruoli della Fise, appartenente alla Signora Laura Romanelli, al Circolo Ippico affiliato alla FISE Casale San Nicola di Roma e seguito dall’istruttore FISE Paolo Margi.

Da quanto accertato sembra che durante una sessione di lavoro alla corda o logia insieme a Paolo Margi, istruttore di dressage FISE, Flambo sia stato portato a cadere in terra dato l’utilizzo di due corde dal medesimo uomo.

Il cavallo sarebbe restato a terra senza la possibilità di alzarsi, successivamente l’equino è stato rimesso in posizione eretta grazie all’aiuto degli uomini della scuderia, i cavalieri, i tecnici e gli utenti presenti al circolo ippico e poi riportato all’interno del proprio box.

Il cavallo il giorno dopo avrebbe trovato la morte tra dolori e spasmi.

Dall’autopsia dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana si sarebbe riscontrata la frattura di due vertebre e la totale assenza di qualunque tipo di patologia addominale acuta come coliche.

Secondo le informazioni ottenute dall’IHP e dalle testimonianze, Paolo Margi sarebbe un istruttore che utilizza pratiche di addestramento reputabili come violente e volte alla sottomissione del cavallo in maniere inammissibili.

L’istruttore praticherebbe anche la messa a terra brutale del cavallo che avverrebbe in maniera violenta e forzata così mettendo a rischio la salute, il benessere e la vita stessa dell’equino.

Tali pratiche, contrarie ai principi della FISE, del CONI e della FEI, violano le normative del Codice per la tutela e la gestione degli equini indette dal Ministero della Salute e anche quanto riportato dal Codice Penale all’articolo 544 bis e tutti gli articoli che lo seguono.

L’IHP, in attesa di accertamenti messi in pratica dalle autorità, resta disponibile al fornire aiuto e informazioni che possano essere necessarie.