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Mer11222017

Last updateSab, 31 Ott 2015 6pm

La cocorita

cocorita

La cocorita è un uccello tropicale, conosciuto anche col nome di pappagallino ondulato, facente parte della famiglia degli Psittacidae.

 

Si tratta di un pappagallo di piccole dimensioni: in media, misura circa 18 cm per un peso di appena 30 o 40 grammi. E’ caratterizzato da un piumaggio particolarmente vivace: in genere è di colore verde chiaro sull’addome e sul dorso, con strisce nere e gialle sulle ali; anche la testa è gialla con delle linee ondulate nere che andranno a congiungersi con quelle delle ali; sulle guance vi sono macchioline blu, violacee intorno alla gola. Vi sono anche esemplari con colori diversi quali il giallo, il viola, il blu, il bianco, il cobalto e il grigio. Il becco è ricurvo ed è circondato da una membrana accentuata, definita cera, grazie alla quale è possibile stabilire il sesso dell’uccello: nel maschio è blu, mentre nella femmina è marrone. L’occhio è di colore nero, cerchiato di giallo: la posizione laterale concede al pappagallino una visione quasi a 360°.

Il canto del pappagallino ondulato è caratterizzato da una sorta di cicaleggio che varia d’intensità secondo il suo stato: se è sommesso, ad esempio, indica che l’animale è tranquillo e rilassato.

Distribuzione e Habitat

Questo colorato pappagallo è originario del continente australiano. Abita le grandi pianure erbose e predilige climi aridi e secchi pur riuscendo ad adattarsi ad ambienti diversi, tollerando anche grossi sbalzi di temperatura. E’ importante, tuttavia, che le condizioni termiche non scendano mai sotto ai 4°C, né superino i 40°C.

Abitudini e Alimentazione

Si tratta di un uccello particolarmente socievole, che ama vivere in stormi di alcune decine di esemplari. E’ in grado di procurarsi cibo e acqua e di percorrere anche lunghe distanze: si sposta in continuazione alla ricerca di condizioni climatiche favorevoli.

Si nutre principalmente di semi, ma non solo: nel caso in cui si decida di allevare questo pappagallo, è fondamentale sapere che una dieta basata esclusivamente sui semi, ricchi di grassi e poveri di vitamine, può portare alla morte del volatile. In commercio, vi sono moltissimi mangimi specifici senza coloranti o conservanti e soprattutto ricchi di vitamine.

La dieta andrebbe integrata anche con frutta e verdure fresche, eccetto alimenti quali l’avocado e le parti verdi di pomodori e patate, poiché sono tossiche. Sono consentiti anche pane, pasta, patate cotte, ma non cibi salati e a elevato contenuto di grassi.

Riproduzione

La stagione degli amori coincide con la primavera: l’accoppiamento è preceduto da un rituale di corteggiamento in cui il maschio porta del cibo alla femmina che lo rigurgita, quasi volesse dar da mangiare ai piccoli. Vengono deposte dalle 5 alle 6 uova, a distanza di 48 ore le une dalle altre, che la femmina cova sin da subito, non lasciando mai il nido: è il maschio che, così come durante il corteggiamento, le procura il cibo. I piccoli vengono poi accuditi dalla madre fino alla settima settimana di vita e nutriti col cosiddetto latte di pappagallo, ovvero una sostanza oleosa fornita da alcune ghiandole situate all’altezza della gola.