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Last updateSab, 31 Ott 2015 6pm

Struttura fisica delle tartarughe

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L’aspetto delle tartarughe che più ci affascina è sicuramente la corazza in cui essa si racchiude. La corazza ha il ben noto compito di proteggere gli organi interni anzi è essa stessa parte integrante della struttura scheletrica della Tartaruga, quindi la storia che la tartaruga possa uscire dal suo guscio non è verosimile.

Il guscio delle tartarughe è composto da due parti quella del dorso dalla forma convessa  e quella del ventre che invece è quasi piatta. Queste due parti sono unite tra di loro ai lati da un ponte osseo. Il guscio presenta due fessure da entrambi i lati. Il lato anteriore da cui escono la testa e le zampe anteriori e la parte posteriore da cui escono la coda e le zampe posteriori. La corazza si divide in altre due sessioni quella più esterna (scudi) che da anche il colore alla corazza (che ha lo scopo della mimetizzazione)  e lo strato più profondo che invece la rende resistente. Nelle femmine c’è una piccola particolarità la corazza inferiore posteriore è leggermente flessibile per permettere la deposizione delle uova. In altre specie, invece, per una maggiore protezione questa aggiunta mobile alla corazza è posta anche davanti.

La corazza della tartaruga ha, a sua volta, una suddivisione un po’ come succede per le parti di uno scheletro umano :

  • http://www.animali.net/wp-content/themes/news/images/arrow.png); background-position: 0px 11px; background-repeat: no-repeat no-repeat;">Gli scudi (o scuti) sulla parte centrale del dorso sono chiamati vertebrali
  • http://www.animali.net/wp-content/themes/news/images/arrow.png); background-position: 0px 11px; background-repeat: no-repeat no-repeat;">Gli scudi  ai lati sono i costati
  • http://www.animali.net/wp-content/themes/news/images/arrow.png); background-position: 0px 11px; background-repeat: no-repeat no-repeat;">Gli scudi che fanno da contorno si chiamano Marginali,  quelli anteriori Nucale e quelli posteriori sopracaudali.

Il guscio cresce.

Sappiamo che alcune tartarughe possono diventare davvero enormi anche sa appena uscite dall’uovo sono proprio minuscole. Il guscio delle tartarughe cresce con loro in varie fasi. Quando sono neonate le ossa delle varie piastre non sono ancora ben unite (un po’ come i neonati con le placche ossee della testa) e anche quando diventano adulte  le placche crescono insieme alle giunture. Questo processo si arresta solo quando anche queste giunture si ossificano  ovvero quando l’animale è ormai vecchio.  Gli scuti della corazza diventano più grandi tramite l’aggiunta di nuovo materiale che si stende uniformemente su tuta la superficie della corazza.

In alcune tartarughe la crescita dello scuto avviene a cicli formando attorno ad esso un anello. Quindi ogni anello presente sullo scuto sta a significare un ciclo di accrescimento. Ma questo non significa che ogni anello equivalga ad un anno della tartaruga perché può succedere che in un singolo anno lo scuto della tartaruga abbia più cicli. Inoltre col passare del tempo la superficie della corazza si consuma leggermente rendendo la conta degli anelli molto difficile.

Lo scuto è la parte più esterna della corazza che in realtà è il vero sistema scheletrico della tartaruga, quindi lo scuto non è detto che combaci perfettamente con l’osso sottostante  fatta eccezione  per lo scuto originario (ovvero lo scuto più vecchio).  Questo fenomeno fa si che a volte l’areola dei vari strati di scuto non si trovi più perfettamente al centro dei vari anelli ciclici perche, mentre lo scuto  più vecchio rimane al suo posto, gli scuti  più recenti possono tendere a crescere più su di un lato che da un altro.

Le tartarughe possono avere moltissime misure.  Possono rimanere piccolissime come la Tartaruga africana che raggiunge soltanto 8 centimetri. Oppure possono essere gigantesche come quella di Aldabla  che possono raggiungere il metro e 40 di  lunghezza e può arrivare a pesare fino 250 chili.

La crescita dello scuto comporta anche una modifica della pigmentazione della corazza e questa può variare da specie in specie. Nel Geochelone elegans all’inizio la pigmentazione scura è  disposta in ammassi e quando avviene l’accrescimento questi  ammassi vengono spostati verso l’esterno formando così una macchia a forma di stella che è tipica di questa specie.  In un’altra specie invece, come la Geochelone carbonaria all’inizio la colorazione degli scuti è chiara poi crescendo si attiva la produzione di  melanina 8 che si dispone uniformemente lasciando così al centro un aureola gialla.

C’è un metodo preciso per misurare l’esatta lunghezza di una tartaruga, non bisogna contare la lunghezza che dista tra la punta della testa e la punta della coda. In realtà bisogna prendere in considerazione la lunghezza del carapace, cioè della corazza dorsale.