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Mar09262017

Last updateSab, 31 Ott 2015 6pm

Trappole mortali all'ippodromo Capannelle di Roma

Trappole mortali all ippodromo Capannelle di Roma

All’ippodromo di Capannelle, alle porte di Roma, i cavalli rischiano di provocarsi lesioni anche mortali in delle “trappole mortali” create per dispetto dai rom del campo confinante.

La situazione va avanti da anni; due anni fa moriva un purosangue che si allenava impalato su uno steccato appuntito. Il proprietario, Sergio Frisetti, ha una causa aperta con l’assicurazione della società poiché il cavallo è morto per uno steccato non curato. Frisetti vuole giustizia a prescindere che siano stati o meno i rom ad distruggere lo steccato.

Poco più un mese fa un’altra morte per una buca scavata nel terreno che è costata la vita a un cavallo in allenamento che si è rotto l’osso del collo. Il fantino, caduto per terra dopo l’incidente, si è ritrovato tre pitbull, cani appartenenti alla comunità rom vicina. Questi stessi cani, qualche settimana prima, passando per una buca sotto la recinzione, hanno spaventato un cavallo che fermandosi bruscamente si è fratturato un ginocchio.

I rom del campo vicino all’ippodromo, nel corso della notte, scavano buche sul terreno dove si allenano i cavalli, legano lenze da pesca lungo le recinzioni per farli cadere, nascondono trappole, chiodi e bulloni nell’erba, appiccano incendi e sguinzagliano i cani mentre i cavalli corrono.

Queste persone giocano anche a pallone sul terreno dell’ippodromo mentre i fantini corrono con i loro cavalli e nonostante le tante denunce le autorità non sono intervenute.

Prima che l’allenamento abbia inizio, il personale dell’ippodromo è costretto a controllare la zona per identificare eventuali pericoli. Anche le recinzioni vengono manomesse: quelle in metallo tagliate e rivendute, i pali sono sradicati per costruire pollai.

Il servizio veterinario dell’Asl di Roma ha convocato un tavolo tecnico per provvedere a tale situazione ma si è in attesa.

Oltre ai pericoli ingenti per la vita dei cavalli si rischiano anche forti danni economici per gli allenatori, i fantini e l’ippodromo stesso.