Il ghiro

GhiroIl ghiro, conosciuto dagli esperti col nome scientifico di glis glis, è un roditore appartenente alla famiglia delle Gliridae.

Si tratta di un roditore lungo circa 30 centimetri, 13 dei quali costituiscono la coda; raggiunge un peso di 75 grammi, e non vi è un’evidente distinzione tra i due sessi. Il mantello è di colore grigio o brunastro sul dorso, mentre sul ventre tende al bianco; ha occhi molto grandi e lunghe vibrisse, con funzione tattile, mentre le orecchie hanno forma rotonda e sono piuttosto piccole. Possiede inoltre, come tutti i roditori, un paio d’incisivi molto lunghi e acuminati di cui si serve per rosicchiare il legno e il cibo.

Il ghiro è nella lista degli animali a rischio di estinzione in Italia: al momento è severamente vietato cacciare o uccidere questo roditore che, a causa del bracconaggio e degli incendi, stava man mano scomparendo.

Distribuzione e Habitat

Il ghiro è originario delle regioni dell’Asia, dell’Europa e dell’Africa; attualmente è presente nei territori che vanno dal nord della Spagna fino all’Ucraina e all’Iran settentrionale, nonché in molte isole del Mediterraneo. Nel nostro paese è diffuso un po’ ovunque, eccetto che nella pianura Padana.

Come habitat, predilige i boschi a quote tra i 600 e i 1500 m; è possibile trovarlo anche nei parchi, e nei giardini. Ama vivere nei boschi ricchi di vecchi alberi, dove può trovare con facilità numerose cavità, all’occorrenza adibite a rifugio o nido; frequenta soprattutto i noccioleti e i castagneti.

Abitudini e Alimentazione

Il ghiro è un roditore avente abitudini crepuscolari e notturne, poiché durante il giorno preferisce restare a dormire, ben nascosto nelle cavità degli alberi, nei nidi degli uccelli, e persino nelle fessure dei muri. Va alla ricerca di cibo una volta calato il sole: durante la stagione autunnale accumula provviste nelle tane, di cui si ciberà durante i brevi risvegli che spezzano il letargo invernale, che dura circa sette mesi. In realtà, durante il sonno invernale è molto raro che si ridestino, merito del rallentamento del metabolismo e della temperatura corporea che si abbassa fin quasi a eguagliare quella dell’ambiente circostante.

Si tratta di un animale molto rumoroso: emette squittii sia quando dorme, che quando è sveglio. Se avverte un pericolo, inoltre, oltre ad assumere una postura eretta, emette un ronzio che ricorda il rumore di un alveare e batte simultaneamente le zampe anteriori, come un applauso.

Questo genere di roditore si ciba principalmente di castagne, ghiande, nocciole, bacche, frutti di bosco e in autunno si nutre anche i funghi. Una minima parte della dieta del ghiro è caratterizzata anche da piccoli animali, in particolare alcuni invertebrati come insetti e molluschi.

Riproduzione

Il periodo riproduttivo del ghiro è in primavera, in seguito al risveglio dal letargo: la gestazione dura circa un mese, in seguito alla quale la femmina partorisce dai 2 agli 8 cuccioli. Spesso, più femmine occupano lo stesso nido, ovvero una larga cavità di un albero. I piccoli, appena nati, sono senza pelo e restano ciechi per tutto il primo mese di vita.

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